Search results for " Tipografia"
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Carattere Universale. Innovazione senza Stile
2019
Il Bauhaus (1919-1933) ha segnato la storia. Questa scuola fu animata da alcuni degli artisti-progettisti più rilevanti del Novecento, da Gropius a Kandinskij, da Itten a Moholy-Nagy, non riconducibili a un approccio univoco. Eppure, l’idea del Bauhaus, che ha innervato il dibattito e la pratica del progetto in Europa e negli USA (e non solo) per decenni, si è risolta in una sorta di International Style che, nella tipografia, corrisponde al carattere Universal di Herbert Bayer (1925). Il presente articolo mira a evidenziare come il carattere universale, che raffigura per noi oggi lo ‘stile’ della Modernità, fu in principio innovazione allo stato puro: una configurazione volta all’effetto, a…
The Form of Written Thought
2022
In che modo la qualità grafica e tipografica dell’impaginazione di un testo può divenire elemento interpretativo della veridicità e attendibilità della notizia? Ovvero in che modo aspetti legati alla cura nell’impaginazione di un articolo giornalistico, alla scelta del carattere tipografico, alla gerarchizzazione delle informazioni contenute, all’editing del testo (correzione di imperfezioni, refusi ortografici, sintattici e contenutistici), possono mettere in evidenza fallacità, inesattezze o complete falsità riportate nella notizia? E ancora quale è il rapporto tra la cura grafica editoriale, la disfluenza cognitiva, e il riconoscimento delle notizie false? Il saggio si propone di indagar…
Neo-avanguardie visive?
2008
Le odierne configurazioni grafiche generate informaticamente – frattali di pixel, vere e proprie figure del digitale – sembrano non aver nulla a che vedere con le tecniche di rappresentazione tradizionali. Tuttavia, alcuni grafismi, arabeschi, astrazioni cromatiche, geometrismi tipici dell’odierna fenomenologia grafica, pur avendo una propria specificità intrinsecamente digitale, viene il sospetto che possano parimenti costituire una sorta di testamento delle avanguardie visive sul terreno elettronico. Il fatto è che osservando con attenzione molti artefatti comunicativi realizzati e concepiti informaticamente, benché nuovi e originali da una parte, sembrano dall’altra mostrare un che di fa…
RICCARDO FALCINELLI, Critica portatile al visual design. Da Gutenberg ai social network, Einaudi, Torino 2014
2015
Quando m’incuriosisce un libro, a volte chiedo all’autore (o all’editore) di spedirmelo per una recensione. Tuttavia, non sempre la scrivo, perché dopo qualche pagina mi capita di chiudere il libro per non aprirlo più, semplicemente perché mi annoio. Invece, questa Critica portatile al visual design di Falcinelli s’è fatta leggere pagina per pagina, molto piacevolmente, mantenendosi sempre all’altezza del suo incipit: «In un giorno imprecisato del 1524, Marcantonio Raimondi, forse il più grande incisore dei suoi tempi, viene arrestato dalle guardie di papa Clemente VII e rinchiuso nelle carceri vaticane. È coinvolto in un crimine spaventoso e sporchissimo. Non si tratta di omicidio o furto,…
Nuova galassia tipografico-digitale
2007
Nell’era digitale nella quale viviamo, che la grafica sia “fuori delle regole” è una constatazione ormai pacifica e condivisa. Con l’avvento del (personal) computer, negli anni ottanta, si determina infatti un momento cruciale nella storia della comunicazione visiva (il Mac è del 1984). Il computer imprime un drastico rinnovamento delle tecniche operative, accelerando il processo (già in corso) da un metodo di progetto essenzialmente razionale a modalità di comunicazione sempre più impattanti, e sempre meno ancorate alle regole.
SALVATORE GREGORIETTI : IL MESTIERE DEL GRAFICO
2021
Salvatore Gregorietti ha attraversato i tanti anni, ormai più di cinquanta, dedicati al mestiere del grafico, fatti di studio, sperimentazione, ricerca, sempre inarrestabili, conditi da altrettanta leggerezza e irriverenza, oltrepassando i confini anche angusti della scuola grafica svizzera, per trovare una sua strada nel design della comunicazione visiva, ricca di ramificazioni e svolte improvvise, alla scoperta di nuovi strumenti, per generare nuovi linguaggi visivi, che sono sempre la coniugazione e non la giustapposizione in un artefatto di una buona e onesta forma visuale (Gute Form come la definisce Max Bill) in risposta a una precisa funzione da compiere.
DANIELE BARONI, Un oggetto chiamato libro. Breve trattato di cultura del progetto, Edizioni Sylvestre Bonnard, Milano 2009
2011
Perché oggi il libro tradizionale potrebbe avere ancora qualcosa da dire, qualcosa che valga la pena leggere lì e non altrove, nei più sbrigativi display che soddisfano all’istante i nostri più svariati desideri con la semplice sollecitazione di un clic? Il volume di Baroni affronta il tema-libro in lungo e in largo: dal suo essere oggetto fisico, prodotto industriale, al carattere tipografico che lo sostanzia, con cenni alla sempre più problematica classificazione dei vari caratteri; dalle parti di cui è fatto, come la copertina o la marca editoriale, alle tendenze che ne hanno determinato la forma, fino alla sua evoluzione in supporto digitale, che lo snaturerebbe e che quindi, non potend…